Ciao mister, se non sai cosa sia la PERIODIZZAZIONE TATTICA, devi assolutamente leggere questo articolo. Se invece la conosci, ti consiglio comunque di leggerlo perchè potresti trovare idee interessanti.
Questa metodologia, intende il gioco del calcio, come un sistema complesso, in cui la squadra non va intesa come somma delle individualità, ma devono necessariamente essere considerate le interazioni tra le parti e l’ambiente.
Questa visione, che potremmo definire “approccio sistemico” è alla base della periodizzazione tattica.
Periodizzazione tattica: le origini
Se un metodo ha successo, è perchè c’è stato qualcuno che ha ottenuto dei risultati. In questo caso parliamo di allenatori del calibro di Josè Mourinho, Andrè Villas-Boas, Carlos Quieroz, Josè Guillherme Oliveira e tanti altri. Il fondatore della periodizzazione tattica è stato il professor, Vitor Frad.
L’idea che sta alla base del metodo prevede che la parte tattica, quella tecnica, quella fisica e quella psicologica, vadano allenate simultaneamente ,ed in contesto che simuli il più possibile le condizioni reali che si verificano in partita.
Oggi, quali sono le principali categorie di metodologia?
- Allenamento tradizionale: che possiamo identificare come la ripetizione meccanica di gestualità tecniche (il cosiddetto analitico)
- Allenamento integrato: il cui obiettivo è di allenare le varie dimensioni del gioco (tattico,fisico,tecnico,psicologico) utilizzando la palla.
- Periodizzazione tattica: privilegia il raggiungimento di obiettivi, attraverso principi, sotto principi e sotto sotto principi di gioco.
Il termine periodizzare dunque , va inteso come la possibilità di distribuire nel tempo determinati principi di gioco, per trasmettere pattern comportmentali, che i calciatori dovranno interpretare nelle varie situazioni di gioco.
Principi, sotto principi e sotto sotto principi di gioco
In base a quanto detto precedentemente, lo scopo di tutte le proposte fatte in allenamento, dovranno avere l’obiettivo di far emergere determinati principi, sotto principi e sotto sotto principi di gioco, per automatizzare la percezione e l’nterpretazione della circostanza da parte dei calciatori, in modo da poter scegliere le soluzioni più opportune in relazione alla fase di gioco.
Le esercitazioni, dovranno essere costruite in modo da tener in considerazione le idee dell’allenatore e le esigenze della squadra, rispettando il criterio “ogni principio a suo tempo“.
Inoltre i principi dovranno essere “frazionati” secondo il concetto “ridurre senza impoverire“
PRINCIPI DI GIOCO
Per principi di gioco si intendono le idee generali, le linee guida e la vera essenza della filosofia dell’allenatore. Quando si allena un Principio di gioco (macro), bisogna considerare nella preparazione della seduta di allenamento, di creare giochi/esercitazioni, la cui complessità, sia in termini di dimensione del campo, che in termini di numero di relazioni tra i giocatori, si avvicina al contesto reale della partita.
SOTTO PRINCIPI DI GIOCO
I sotto principi di gioco, si riferiscono a quelle situazioni intermedie, che supportano i principi di gioco e devono essere necessariamente dipendenti da essi. In questo caso , quando si creano in giochi/esercizi, bisogna strutturarli con dimensioni e numero di interazioni ridotte.
SOTTO SOTTO PRINCIPI DI GIOCO
Rappresentano gli aspetti specifici, i dettagli. Comportamenti che si riferiscono all’individuo, oppure alla collaborazione tra individui appartenenti allo stesso settore.
I principi di gioco sono dunque pattern comportamentali, individuali e collettivi, che i calciatori devono apprendere e manifestare in gara. Per attuare l’idea di gioco dell’allenatore è importante che questi principi vengono allenati in maniera coerente (legame logico tra principi, sotto principi e sotto sotto principi) ed in relazioni alle fasi di gioco e le zone di campo.
Le fasi di gioco
La periodizzazione tattica considera i seguenti momenti del gioco:
- Attacco organizzato
- Transazione negativa
- Transizione positiva
- Difesa organizzata
Questa logica è molto reale rispetto all’evoluzione del gioco. La squadra in possesso di palla, cerca di sviluppare azioni offensive in maniera organizzata e nel caso di perdita della stessa, cerca di organizzarsi il più velocemente possibile (transizione negativa), per poterla riconquistare. Se la riconquista fallisce si difende in maniera organizzata ed in caso di riconquista si organizza una transizione positiva.
Andiamo adesso invece ad indentificare le principali zone di campo:
E’ fondamentale andare ad allenare principi, sotto principi e sotto sotto principi, all’interno delle varie fasi e sotto fasi del gioco e delle zone di campo.
Vediamo adesso un esempio di principi in relazione alla fase di gioco:
Il macro PRINCIPIO di questa fase di gioco è il possesso e la circolazione corta della palla. L’obiettivo è attirare gli avversari nella propria metà campo , con lo scopo di disorganizzare la loro struttura difensiva.
Il SOTTO PRINCIPIO è la ricerca di superiorità numerica nella linea difensiva.
Il SOTTO SOTTO PRINCIPIO è la valorizzazione del rischio nella prima fase di costruzione del gioco.
PRINCIPIO dell’attacco diretto.
SOTTO PRINCIPIO chiudere l’azione offensiva con almeno 4 giocatori
SOTTO SOTTO PRINCIPIO occupazione di determinate zone nell’area di rigore
PRINCIPIO dell’attacco diretto.
SOTTO PRINCIPIO di ricerca del campo grande, assicurando sempre 2 giocatori larghi ed uno in profondità.
SOTTO SOTTO PRINCIPIO di ricerca della superiorità nelle zone esterne
Questo vuole essere solo un esempio , per mettere in evidenza di come i principi, sotto principi e sotto sotto siano tutti strettamente legati gli uni agli altri.
Periodizzazione tattica: il morfociclo
Risulta evidente, di come con questa metodologia, risulti impensabile pianificare a lungo termine le sedute di allenamento e gli obiettivi.
Perchè non si può pianificare a lungo termine?
Sarebbe impossibile conoscere tutte le dimaiche e levariabili che si verificano nella vita di una squadra (Infortuni, caratteristiche avversario, squalifiche, errori commessi nella partita precedente).
E’ proprio sulla base di queste considerazioni , che il morfociclo, così come viene inteso con la periodizzazione tattica, viene rappresentato dal:
Il morfociclo dipende da diversi fattori:
- Il modello di giocoù
- Gli errori rilevati nella partita precedente
- Le caratteristiche dei prossimi avversari
Per poi arrivare alla:
Definizione degli obiettivi settimanali.
Periodizzazione tattica: le neuroscienze
Gli studi scientifici, hanno dimostrato, in maniera sempre più convincente, che l’allenamento tradizionale, basato sulla suddivisione dell’apprendimento in ambienti decontestualizzati e lontani dalla partita, è molto fragile.
Le nuove conoscenze neuroscientifiche, dimostrano invece di come l’apprendimento , ma più in generale il movimento, dipenda dall’integrazione dell’atleta con l’ambiente circostante dall’integrazione dell’atleta con l’ambiente circostante.
Le attuali teorie, credono che la finalità del movimento, abbia un ruolo fondamentale nell’esecuzione del movimento stesso. In pratica, la stabilizzazione del movimento ( del gesto tecnico in riferimento al calcio) avviene attraverso continui feedback tra il modello pre-elaborato dal cervello ed il risultato ottenuto. In questo modo l’atleta (il calciatore) si avvicina un pò alla volta all’ottenimento corretto dello scopo del movimento, il cosiddetto apprendimento per prove ed errori.
Ad ulteriore conferma di questa teoria , c’è stata l’ormai famosa scoperta dei neuroni specchio , da parte del professor Giacomo Rizzolatti, il quale afferma:

I neuroni specchio, servono proprio a creare un’idea motoria del movimento, andando così a creare un vocabolario motorio. Più esperienze vengono fatte, più viene arricchito questo vocabolario.
Risulta dunque imprescindibile, la ripetizione all’interno di un allenamento. Ma attenzione, per ripetizione, non intendiamo la reiterazione dell’esercizio, ma l’applicazione del principio della variabilità della pratica , in cui ogni ripetizione , anche se simile abbia differenze rispetto alle altre, in modo da abituare il cervello a fornire risposte che si adattino al contesto.
La periodizzazione tattica nei settori giovanili
E’ possibile utilizzare la periodizzazione tattica in un settore giovanile o addirittura in una scuola calcio?
La risposta a questa domanda non è affatto semplice, ma lo scopo di questo articolo vuole essere solamente uno spunto di riflessione.
E’ ormai chiaro che effettuare un’infinità di esercizi, tutti proposti con una sequenza mirata ad isolare o eliminare le innumerevoli variabili che il gioco del calcio presenta, non sia la strada giusta verso l’apprendimento. In questo modo il giocatore NON vive la complessità del gioco e non si abitua quindi a gestirla.
Si va dunque sempre più verso un paradigma basato sul gioco e su contesti reali.
Sta alla bravura dell’allenatore, riuscire a creare quei contesti in cui attraverso regole e spazi, emergano proprio quei pattern comportamentali legati a quei principi di gioco di cui abbiamo parlato nei precedenti paragrafi.
In un settore giovanile, ed ancor di più in una scuola calcio, l’obiettivo deve essere quello di formare i giocatori a sviluppare competenze individuali e questo è possibile solamente abituando i giocatori a saper scegliere in autonomia abituandoli a parlare e dialogare con la complessità del gioco.,
Pdf periodizzazione tattica
Se vuoi delle slide sull’ l’argomento della periodizzazione tattica , puoi scaricare questo pdf : presentazione-periodizzazione-tattica
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