Sono stato bambino anche io negli anni 90 e ricordo quanto si giocasse al calcio in strada in situazioni davvero anomale, ricordo anche che si giocava in qualsiasi posto in cui ce ne fosse la possibilità: a scuola con una pallina da carta nei corridoi, in casa con una pallina di gommapiuma, anche se il miglior modo era l’asfalto di una via o dell’oratorio. Tanto divertimento e molta coordinazione che ci preparava al gioco del calcio nelle nostre società, in cui a parer mio forse si facevano allenamento non del tutto consoni alla nostra giovane età. Non esistevano allenamenti specifici per migliorare coordinazione e tecnica, forse per mancata conoscenza da parte degli allenatori o per sottovalutazione di questi aspetti. Nel frattempo sono cresciuto e ho continuato a giocare finchè non ho deciso di intraprendere la strada da allenatore.
Ho iniziato esattamente 12 anni fa con tanta paura e tanta passione, cercando sempre attraverso allenatori già formati e libri di metodologie nuove idee di allenamento da proporre ai miei calciatori per migliorarli e migliorare me stesso. Molte volte fermandomi ad osservare un esercizio che avevo proposto mi sono accorto di quanto i giochi di strada abbiano inconsciamente condizionato le tecniche di allenamento del gioco del calcio.
Qui di seguito appunto due episodi legati al mio giocar in strada con similitudini con gli allenamenti:
1)Giocavamo all’oratorio in un cortile che non aveva la misura di un campo da calcio ma che si estendeva con una una zona più larga e una zona più stretta(vedi fig 6), esattamente come le partitelle dell’’allenamento in campi rstretti e in campi larghi con l’ obbiettivo di cercare la tattica migliore in situazioni in campo con poco spazio d’ azione, e in situazioni di spazio largo e agevole. La cosa più però evidente erano le mura che circondavano il cortile, che non venivano utilizzate come il classico fuori campo e rimessa laterale ma come una possibilità di usarlo come sponda per fare un uno-due con il muro o semplicemente per passare la palla ad un compagno, come il gioco in allenamento di partite 3vs3 con dei giocatori esterni al campo che chi è in possesso della palla utilizza come “comodini” per aiutarsi nel momento del bisogno.
2) Un episodio molto interessante che ho percepito su me stesso negli anni, è stata la mia capacità di eseguire in maniera eccellente il classico gol “A giro” o “alla Del Piero”(vedi fig.7) forse per una mia predisposizione a quel tipo di coordinazione tecnica per effettuare quel gol ma soprattutto per il continuo utilizzare quel tipo di coordinazione al tiro costretto, nel giocare in un contesto di spazio una via davanti a casa mia, con una misura all’incirca di lunghezza di 50M e di larghezza 15M, con delle porte, solo in fondo a un lato e dall’altro, un muretto che costringeva arrivati in prossimità della porta ad avere più delle altre tattiche per fare gol, la soluzione del tiro “a giro” . Un allenamento inconsapevole sulla coordinazione a fare quel tipo di coordinazione che ha portato i suoi frutti. Ero bambino è inconsapevole, e per me, l’obbiettivo era il gol non quello che mi portava a farlo. Da questo fatto posso dedurre una cosa sul l’allenare: a forza di allenarci su un determinato obbiettivo coordinativo e nello stesso tempo tecnico prima o poi lo si impara.

Di seguito trovate un gioco calcistico di strada eseguito in allenamento
– LA TEDESCA
È il classico e più famoso gioco di strada, chiamato anche “olandese” o “undici” oppure ancora “al volo”. Gli essenziali sono un pallone ed un gruppo di amici.
Basta una sola porta da calcio di misura variabile, i più fantasiosi la cercano tra un albero e l’altro, o semplicemente la trovano in un cancello di entrata.
Le regole sono semplici, si parte con un punteggio prestabilito che è identico per ognuno, per esempio 10 o 15, poi si elegge un portiere e si inizia a giocare.
Il gol è valido solo se fatto al volo di prima e implica una perdita di punti da parte del portiere che lo subisce. Se si calcia fuori viene effettuato il cambio in porta, ma se il pallone ha toccato il palo prima di uscire il cambio no si effettua. Gli ultimi due che rimangono si sfidano ai calci di rigore.
La tedesca come allenamento di calcio:
ALLENAMENTO 1 (vedi fig 1)
Il gioco si dovrà strutturare come una partita in un campo di circa 50 m x 50 m , ma comunque variabile in base al numero dei calciatori disponibili, così da avere le due porte più vicini possibili e permettere ai calciatori di arrivare al gol con più frequenza. Le porte devono essere della misura standard e il gol sarà valido solamente se segnato di prima al volo con qualsiasi parte del corpo e gesto tecnico: rovesciata, semi rovesciata, di interno collo, di esterno collo, di tacco, di spalla, di coscia, di ginocchio. Utilizzare il gioco per 20′ circa.
Variante 1: dare un punteggio in base al tipo di gol fatto, per esempio in acrobazia o di tacco .
Variante 2: scambiare il portiere con un altro giocatore a discrezione dell’allenatore o dei ragazzi.
ALLENAMENTO 2 (vedi fig 2)
Costruire un campo 40 m x 40 m con due porte a misura regolamentare, formare 2 squadre e lasciare ogni squadra nella sua parte di campo 20 m x 20 m.
Le due squadre avranno a disposizione un pallone a testa e l’unico loro avversario sarà il portiere. L’obiettivo è segnare al volo ottenendo per guadagnare punti.
Vince chi fa più gol.
Variante 1: aumentare la difficoltà, aggiungendo 2 difensori di ruolo ad ogni gruppo che saranno di aiuto al portiere.
Variante 2: Ad ogni fischio dell’allenatore le squadre devono raggiungere con uno scatto la riga della porta opposta. Aumentare il numero di fischi in base al carico che si vuole dare nell’esercizio. (vedi fig 3)
Obiettivi principali:
-schemi motori di base saltare, correre
-coordinazione tecnica per calciare la palla volo
-anticipazione di coordinazione per eseguire un acrobazia
-tattica per arrivare al gol al volo
-fantasia motoria improvvisare una coordinazione per calciare o colpire la palla in rete
-equilibrio dinamico colpire la palla avendo un piede a terra, colpire la palla non –avendo entrambi i piedi a terra
-corsa aerobica/anaerobica (variante 2)
-imparare divertendosi
Comportamento dell’allenatore:
-lasciare i calciatori liberi di agire
-incoraggiare i calciatori a provare dei movimenti che non utilizzano spesso
-incoraggiare i calciatori a calciare al volo da posizioni improbabili e situazioni difficili
-a fine esercizio, spiegare in maniera concisa e rapida gli obiettivi alla squadra e spiegare ai singoli giocatori dove devono migliorare il gesto usato in allenamento e dargli la possibilità di effettuarlo in partita ufficiale
-guardare la coordinazione in ognuno di loro e intuire chi deve ancora migliorarla.
Categorie: pulcini, esordienti (senza la variante aerobica) , giovanissimi, allievi.
Parte dell’allenamento: riscaldamento o parte centrale con variante aerobica.
